Ovvero “Fate entrare il vangelo nelle vostre case/sale!”
Sotto il Vangelo non c’è un business plan, c’è la determinazione a fare un film, la curiosità di vedere come lo accoglieranno le persone a cui si rivolge e la speranza che possa mettere fuori la testa dal mare di cazzate in cui siamo immersi.
Tutto dipende da due fattori:
1) Il pubblico accetterà di pagare dei soldi, 12 euro, per un piccolo film, di cui tanti parlano bene ma che rimane un piccolo film?
2) Chi ha una sala sarà disposto a pagare la somma che chiediamo come contributo al progetto pur di proiettare il Vangelo e farlo vedere a più persone possibili, magari inventandosi il modo (vendendo copie?) per recuperare i soldi investiti?
La specificità di un film sociale è che quando finisci di vederlo parli di problemi reali, ti misuri con la realtà, la tua e quella degli altri, quelli più simili a te e quelli più diversi. Ti fai un’idea o la approfondisci.